EXTRAVALEXTRA


GIOVANNA CASTIGLIONI RACCONTA

IL MAESTRO DEL DESIGN

 

NOVEMBRE 2018

 

 

Giovanna Castiglioni porta avanti la Fondazione dedicata al padre, istituita 14 dicembre del 2011, con passione e energia. Quest’anno segna una data importante, i 100 anni del maestro, salutati con una mostra dal titolo “100×100 Achille”. La Fondazione Achille Castiglioni ha ideato per l’occasione una mostra straordinaria: è stato chiesto a progettisti di rilievo del panorama del design di pensare a un regalo per Achille: ne nasce una serie di oggetti anonimi, selezionati per la funzione e non tanto per la firma del loro ideatore. 100 pezzi che troviamo nella vita di tutti giorni, quelli che erano tanto cari a Castiglioni.


Valextra ha incontrato Giovanna in occasione dello shooting del suo ultimo catalogo di Piccola Pelletteria, scattato proprio negli spazi della Fondazione, tra gli oggetti del maestro italiano del design.

   


Giovanna Castiglioni, ritratto di Hugh Findletar 



EXTRAVALEXTRA: La missione della Fondazione Castiglioni oggi?

GIOVANNA CASTIGLIONI: La Fondazione ha come scopo principale quello di catalogare, ordinare, archiviare, digitalizzare i progetti, i disegni, le foto, i modelli, i film, le conferenze, gli oggetti, i libri, le riviste, insomma tutto il mondo dentro il quale Achille ha lavorato durante più di 60 anni di attività, prima con il fratello Pier Giacomo, poi dal 1968, da solo. Questo lavoro è stato avviato grazie all’aiuto dei collaboratori storici dello studio e oggi viene seguito da Antonella Gornati, che ha lavorato a stretto contatto con Achille Castiglioni per più di 20 anni. Conservare tutto questo patrimonio in chiave moderna significa catalogarlo, raccontarlo e condividerlo con il più vasto pubblico. Parallelamente la Fondazione presso lo Studio Museo in Piazza Castello 27, a Milano, su prenotazione organizza le visite guidate rivolte sia alle singole persone che ai gruppi.


EV: Può descriverci in sole tre parole l'eredità lasciata dal grande Castiglioni al mondo della progettazione?

GC: Curiosità per gli oggetti che ci circondano, funzionalità come essenza di progetto ed etica perché gli oggetti vengano progettati, seguiti ed analizzati passo passo fino alla produzione industriale

 

 

Immagine dal catalogo Piccola Pelletteria Valextra


EV: Secondo lei, come è cambiato il design italiano e quali le principali caratteristiche riscontrate oggi?

GC: La repentina velocità dei giorni d’oggi a volte ha portato a non avere il tempo necessario per essere certi e soddisfatti dei progetti realizzati, e la tecnologia invece aiuta moltissimi a migliorare quello che un tempo era relegato all’uso di pochi materiali.

 

EV: Quest’anno avete celebrato i 100 anni di Achille Castiglioni con una mostra costituita da oggetti anonimi, regalati da designer e inviati con un biglietto di auguri: ci può dire di più in merito alla passione di Castiglioni per gli oggetti di tutti i giorni, e che ruolo hanno avuto all’interno del suo modo di progettare.

GC: Attingere agli oggetti anonimi è sempre stata una grande “strategia” per Castiglioni; curioso come un bambino, si innamorava di oggetti semplici, intelligenti, poco costosi e li lasciava maturare nella sua testa perché non si sa mai, ci diceva: “lascia lì, che poi matura…!”. Un bell’esempio: il pantografo della scatola del taglio e cucito, della cassetta degli attrezzi o quella da pesca viene trasformato da Castiglioni in un comodino da letto, il suo nome ironico è “Comodo”. Comodo perché è facile da aprire e si può utilizzare sia come vassoio per la colazione che come vano contenitore per “nascondere” cioccolatini e caramelle. Oggi questo oggetto multi-funzionale è prodotto da una azienda danese Karakter e sono contenta che abbia ricominciato a vivere.



Immagine dal catalogo Piccola Pelletteria Valextra



 

EV: “L’esperienza non dà certezza nè sicurezza, ma anzi aumenta la possibilità di errore. Direi che è meglio ricominciare ogni volta da capo con umiltà perché l’esperienza non rischi di tramutarsi in furbizia”: ci può dare un suo commento personale a questa frase?

GC: L’umiltà, la curiosità e l’ironia hanno sempre accompagnato mio padre in ogni passo, in ogni progetto, in ogni conferenza. Riferendomi in particolare alla parola “umiltà” mi piace ricordare come mi insegnasse sempre a dialogare con tutti facendo sempre, se possibile, un grande lavoro collettivo attingendo da diverse discipline e rispettando sempre il lavoro degli altri.

 

EV: Quali i progetti della Fondazione per il futuro?

GC: Uno degli obiettivi è di tenere aperto al pubblico il suo studio oggi Museo/Fondazione per continuare a divulgare e condividere le storie che accompagnano i progetti di Achille Castiglioni e dell’intera sua famiglia, dal padre scultore ai fratelli mancati prematuramente, Pier Giacomo e Livio. Altro obiettivo è di tenere alta l’attenzione sui suoi progetti rieditandoli, mettendoli in produzione per non spegnere la memoria, e lasciare alle future generazioni un esempio di progettazione fatta di grande passione.

 

 


La Fondazione Castiglioni si può visitare solo su prenotazione: dal martedì al venerdì, alle ore 10.00 – 11.00 – 12.00. Il sabato lo Studio Museo è visitabile solo al raggiungimento di un numero minimo di 15 persone.