EXTRAVALEXTRA


L'APPROCCIO MANUALE

AL DESIGN DI MAX LAMB 

DICEMBRE 2018

 

 

Durante la sua carriera, il designer inglese Max Lamb ha sviluppato con successo un approccio al design che lui stesso definisce sperimentale. La sua passione per la ricerca sui materiali e il suo atteggiamento pratico che mescola progettazione e sperimentazione manuale gli hanno dato la possibilità di capire istintivamente il potenziale delle materie prime, e farne un uso eclettico nel suo lavoro. L’approccio di Lamb a ogni progetto non inizia con una bozza su carta, ma sperimentando con un preciso materiale, capendone la personalità per creare un oggetto che ne celebri le proprietà. Il suo metodo è spesso descritto come ‘preistorico’, in quanto il processo creativo è rispecchiato nell’oggetto finale che rappresenta la manualità del lavoro tanto quanto il pensiero creativo dietro ad esso.

Lamb si è laureato al Royal College of Art nel 2006, aprendo il suo studio a Londra poco dopo. Fin dal principio, ha collaborato con gallerie e aziende per concretizzare la sua visione poliedrica, mescolando con successo la sua ossessione per i materiali con una produzione industriale su larga scala. In 2014, ha collaborato con l’imprenditore Brent Dzekciorius per creare DZEK, una superficie tecnica in pietra terrazzo, che ha poi sviluppato in una collezione di arredo bagno. Più di recente, Lamb ha lavorato con l’azienda di ceramiche 1882 Ltd, a una serie di contenitori che imitano la texture del basalto, creati usando tecniche di artigianato industriale. In collaborazione con l’azienda tessile danese Kvadrat, ha anche progettato una serie di panche prodotte con le tavole in tessuti riciclato Kvadrat Really, testandone i limiti e inventando metodi ingegnosi per piegarle e assemblarle creando 18 diverse forme, tutte originate da una superficie piatta.

 

 

 

Per Valextra, Lamb ha progettato il nuovo store di Hong Kong, ispirandosi alle radici italiane dell’azienda abbinate alla sua esperienza con i materiali. Per dare vita alla boutique, il designer ha scelto il Terrazzo Veneziano, che ha usato per coprire l’intero spazio creando un progetto multidimensionale che fa da sfondo alle borse, che si presentano come preziosi elementi di colore su una superficie discreta.

Parliamo con Lamb per scoprire di più sul suo approccio creativo e le sue esperienze di design

 

 

   


La nuova boutique Valextra Boutique a Hong Kong - Harbour City

 

V: qual è stato il tuo primo incontro con il design?

ML: da bambino, costruivo mini-architetture per me o per i miei giochi – case e tende usando lenzuola, spago e i mobili di casa, scavavo tunnel e grotte nel giardino di casa per nascondere I miei giochi, e buche con sedute integrate nella sabbia della spiaggia di Caerhays in Cornovaglia, in cui mi sedevo e nascondevo. Queste attività mi hanno dato un’ottima idea di scala, proporzioni, processi e funzioni.

 

V: come hai capito che avresti voluto diventare un designer?

ML: mi piacciono le cose che fanno cose. Mi è sempre piaciuta l’arte ma sentivo il bisogno di creare cose che funzionassero, che avessero uno scopo.

 

V: qual è il tuo approccio a ogni progetto? Hai una routine?

ML: ho routine diverse per progetti diversi, ma è raro che segua una regola precisa. Ogni progetto che seguo è unico, quindi è raro che sviluppi una routine.

 

V: hai un motto creativo?

ML: fai belle cose. Fai cose originali.

 

V: qual è stata la tua esperienza preferita da quando lavori nel mondo del design?

ML: non ne ho una preferita. Ma le mie esperienze preferite di solito implicano il viaggiare da solo in zone rurali o industriali, in paesi stranieri dove non sono mai stato e di cui non parlo la lingua, e passare almeno una settimana con la gente del posto per sviluppare un progetto.

 

V: è chiaro che i materiali ti affascinano, come sono diventati una parte importante del tuo lavoro?

ML: I materiali sono la base di ogni cosa che faccio. Ai miei studenti dico sempre che senza conoscere le proprietà di un qualsiasi materiale e come si può trattare, è impossibile utilizzarlo per progettare un buon prodotto.

 

 

 

 

 

La nuova boutique Valextra Boutique a Hong Kong - Harbour City

 

 

V: quanto conta la collaborazione nel tuo lavoro?

ML: lavoro spesso da solo, ma collaborare per me è sempre importante, anche quando si tratta di una semplice conversazione con un fornitore a proposito di formule, formati, proprietà, logistica e prezzi.

 

V: qual è il miglior consiglio che hai ricevuto fino ad ora?

ML: ‘diversificare è bene’. Me l’ha detto mio nonno parlando di agricoltura, in caso avessi mai voluto lavorare in una fattoria. Non sono diventato contadino, ma faccio funzionare il mio studio secondo il principio della diversificazione.

 

V: in molti dei tuoi lavori, la forma sembra essere il risultato di una riflessione secondaria, più che altro informata dal materiale o dalla tecnica usati. Come riesci a bilanciare questi elementi, e a cosa dai precedenza quando lavori a un progetto?

ML: per ogni materiale e processo o tecnica faccio sempre una ricerca molto approfondita, sperimento e sviluppo il progetto in maniera considerata, ma spesso la forma è una questione di conseguenza e istinto.

 

V: perchè è importante per te sperimentare con tecniche artigianali e costruire cose nel tuo laboratorio?

ML: come dico ai miei studenti, senza conoscere un materiale è impossibile usarlo per progettare, allo stesso modo trovo necessario sporcarmi le mani. Non sono un bravo designer sulla carta, mi piace invece sviluppare idee e risolvere problemi su un piano più fisico, nel tridimensionale.

 

V: quanto del tuo lavoro di designer viene fatto al computer?

ML: la comunicazione è un elemento importante del design. Quando devo affidarmi a produttori esterni per i miei progetti è di solito necessario preparare disegni e bozze al computer. Inoltre, alcuni processi dipendono da disegni e dati generati a computer. Ma preferisco comunque il tempo passato lontano dal computer.

 

V: quale progetto ti ha posto la sfida più grande?

ML: di solito sono quei progetti che coinvolgono più di due persone (io e il cliente). Quando ci sono più voci, teste e mani che guidano il processo progettuale, il progresso rallenta e la qualità di solito diminuisce. Questo mi riporta alla necessità di comunicare con efficienza, e all’importanza di una buona gestione del progetto. Ma preferisco un approccio più manuale che gestionale.

 

V: parlaci del progetto per Valextra; su quali elementi ti sei concentrato?

ML: per Valextra, volevo produrre uno spazio pulito, dal forte impatto visivo e immediatamente identificabile. Volevo che il negozio fosse allo stesso tempo minimale e di effetto. Il terrazzo monocromatico crea una sorta di ‘white noise’, un rumore di fondo grazie alla sua scala a bassa risoluzione: applicato a pareti, pavimenti e soffitti crea una tela discreta e grafica per le borse Valextra.

 

V: in questo progetto, i materiali sono come sempre importanti. Come li hai scelti e abbinati?

ML: la mia intenzione era di trovare un materiale che potessi usare su tutte le superfici – pareti, pavimenti, scaffalature, arredamento e accessori. Sono pochi i materiali che possono davvero funzionare bene per così tanti usi. In passato ho avuto esperienza con il terrazzo (quando ho progettato Marmoreal per DZEK in 2014, usando marmi italiani), e conoscevo che una pietra marmorea industriale sarebbe stata perfetta a questo scopo.

 

V: in che modo il tuo progetto rappresenta il patrimonio creativo di Valextra?

ML: il negozio ha il solo scopo di essere una piattaforma per le borse Valextra, ed evidenziare la qualità dei materiali, il design e l’artigianalità delle borse. Per questo motivo, ho creato volutamente uno spazio tranquillo, austero. Allo stesso modo, il negozio fa riferimento sia alle radici italiane del marchio (il semplice concetto di terrazzo come una narrativa tipicamente italiana) e il contesto geografico del negozio, a Hong Kong (il marmo bianco che fa da sfondo al terrazzo e l’aggregato in nero marquina sono entrambi estratti in Cina, dove il terrazzo è stato prodotto), mentre il motivo a punteggiatura discreta è fatto in Rosso Verona, importato dall’Italia.

 

  

 


La nuova boutique Valextra Boutique a Hong Kong - Harbour City


MAX LAMB

Originario della Cornovaglia (UK), Max Lamb è cresciuto a stretto contatto con la natura, in un ambiente bucolico che ha portato il designer a lavorare con materiali naturali. Laureato in Three Dimensional Design presso la Northumbria University nel 2003, vince lo stesso anno il premio Hettich International Design ed il Peter Walker Award for Innovation in Furniture Design. Nel 2006 completa il proprio master in Design Products al Royal College of Art (2006). Nel 2007 Max Lamb fonda il suo studio a Londra dopo aver lavorato anni da Tom Dixon. Lo stesso anno inizia ad insegnare all’Ecole Cantonale d’Art di Losanna in Svizzera, e al Royal College of Art. Lamb è noto per aver adottato un approccio insolito e unico nel suo genere nell’uso dei materiali naturali, come ad esempio la lavorazione della pietra, la colata di peltro sulla sabbia e o le sperimentazioni con la roccia vulcanica. La sua ricerca è anche documentate da numerosi video su YouTube. Il suo lavoro è intriso di una forte sensibilità per la lavorazione manuale e l’utilizzo di le tecniche tradizionali associate al design contemporaneo. http://maxlamb.org/