EXTRAVALEXTRA



AL CONFINE TRA REALTÁ E IMMAGINAZIONE,

LA MOSTRA DI SNARKITECTURE A WASHINGTON

 

AGOSTO 2018

Fotografie di Noah Kalina

 


Il National Building Museum di Washington presenta il lavoro di Snarkitecture con Fun House, l’ultima nella serie annuale Summer Block Party. La mostra interattiva è la prima retrospettiva del lavoro dello studio Newyorchese, fondato nel 2008 da Alex Mustonen e Daniel Arsham, a cui si è aggiunto Benjamin Porto nel 2014.

Lo stile di Snarkitecture si trova al confine tra architettura e arte, esplorando giocosamente non solo la natura dei materiali, ma anche reinterpretando oggetti e ambienti quotidiani. Per celebrare il primo decennio di attività dello studio, il National Building Museum propone un’atipica casa suburban, che si estende per tutto lo spazio della storica Grand Hall. Nel ‘cortile’, situato nella corte ovest, una riproduzione dell’iconico A Memorial Bowling (un’opera del 2012) accoglie i visitatori nello spazio, dando vita al titolo della mostra.


Con la curatela di Maria Cristina Didero, il fulcro della mostra è presentato all’interno di una casa disegnata dal trio creative, una struttura Bianca che riprende e reinterpreta le forme di una casa tradizionale. La mostra antologica include una serie di stanze interattive caratterizzate da ambienti e oggetti ricorrenti nel lavoro di Snarkitecture, ma anche nuove idee sviluppate per il museo.A prima vista, tutto appare familiare, ma non lo è. Snarkitecture ha creato una casa che non è veramente una casa. Invece della classica porta d’ingresso, i visitatori accedono al prefabbricato attraverso una voragine scavata nel muro, tributo al progetto Dig del 2011.



Non c’è un percorso preciso da seguire, i visitatori sono liberi di girovagare all’interno della casa e scoprire la storia di Snarkitecture attraverso le varie stanze, create nello stile particolare e allo stesso tempo facilmente leggibile del trio che reinterpreta l’ambiente domestico. Alla fine di questo percorso multisensoriale, gli ‘ospiti’ escono verso il cortile est del museo e trovano Playhouse (un progetto del 2017), e una piscina contenente centinaia di migliaia di palline di plastics riciclabile, che ricordano l’installazione The BEACH, create per lo stesso museo nel 2015 – il primo progetto di Snarkitecture nella capitale statunitense, ora in tour in tutto il mondo.


ExtraValextra ha incontrato Alex Mustonen, uno dei fondatori dello studio che l’anno scorso ha reimmaginato lo store Valextra in Via Manzoni.


EV: qual è la sensazione più importante che volete trasmettere ai visitatori quando arrivano all’interno di Fun House e scoprono il vostro lavoro?

AM: il nostro lavoro non è fissato a emozioni prestabilite, ma è invece un invito a scoprire ed esplorare quello che facciamo – in questo caso, una casa sconosciuta. Entrandoci, non si è sicuri di cosa si troverà.


EV: qual è la sfida più grande che hai incontrato come architetto, per questo progetto a Washington?

AM: abbiamo dovuto unire quaranta progetti originariamente creati per altri spazi e tempi; unirli in uno spazio è stato complesso – specialmente avendolo fatto in un tempo limitato. Ridurre alcuni dei progetti non è stato facile, ma volevamo che i progetti rientrassero in questa idea della scatola, della casa.


 


EV: per Fun House, quali sono stati i progetti più difficili da allestire?

AM: I progetti più difficili sono probabilmente quelli non ancora installati! (sorride). Forse quelli completamente ricreati nello spazio, come Dig, che richiede molto materiale e lavoro fisico, o Marble Run, un oggetto molto complesso. Abbiamo dovuto ricreare questi progetti da zero. È stata una sfida ricrearli tutti e anche adattarli a questo nuovo spazio.


EV: La maggior parte del vostro lavoro è basata sul colore bianco, quale credi sia il punto di forza di questo colore?

AM: il bianco crea contrasti, la maggior parte delle cose quotidiane hanno colori, motivi o texture. Entrando nella Fun House, le persone stesse appaiono in contrasto. Le persone risaltano all’interno della mostra, creando un effetto straordinario. C’è una grande differenza tra vedere la casa vuota e lo spazio con i visitatori che vi interagiscono, trasformandone completamente l’ambiente.


EV: a cosa ti fa pensare?

AM: a me fa pensare alla semplicità, nient’altro.



EV: se potessi creare il tuo prossimo progetto ovunque nel mondo (monumenti storici inclusi), dove vorresti che fosse?

AM: da parecchio tempo vorrei fare questo progetto in mezzo alla Piazza del Duomo, a Milano, ci pensiamo da un po’. Abbiamo molti progetti non realizzati, siamo sempre alla ricerca di spazio per allestirli. Ci piacerebbe anche lavorare a un progetto gigante a Time Square…


EV: Qual è il futuro dell’architettura? E dell’arte?

AM: Spero che ci sia un futuro! Per l’architettura è sicuramente pubblico, dobbiamo mantenere l’interesse pubblico nei confronti di infrastrutture accessibili e utilizzabili da tutti. L’arte e la cultura avranno sempre un futuro, esisteranno in eterno e per ogni popolo.


EV: Snarkitecture opera al confine tra arte e architettura: cosa significa essere coinvolti in entrambi, e c’è un aspetto che emerge con più forza?

AM: essere coinvolti in entrambi è per noi un grande vantaggio, che ci permette molta flessibilità. È una sorta di partnership, l’idea di lavorare con entrambe le parti. Possiamo progettare e ideare da entrambi i lati, per questo non possiamo considerarci solo artisti o solo architetti, ci sono più nuance, alcune delle quali non fanno parte di nessuno dei due campi.


 


EV: e la moda, come si può inserire in questa equazione?

AM: Credo che anche nella moda ci sia un’influenza chiaramente architettonica. Noi non siamo stilisti, ma abbiamo collaborato con brand di moda e per noi sono state esperienze importanti. Uno dei nostri progetti di moda era nel campo dell’architettura, come ad esempio il design di un negozio o una collezione di tessuti. Lavoriamo anche nel campo del retail e a sfilate.


EV: nell’era dei social media, quanto credi sia importante creare progetti ‘instagrammabili’?

AM: credo sia molto importante per molte persone. Non per me personalmente, ma credo sia diventata una pratica creativa.

EV: che valore dai al ruolo dei social media per l’industria?

AM: è ovviamente importante, per condividere quello che facciamo, invitare la gente a conoscere il nostro lavoro, ed essere accessibili al pubblico. Anche se vivi dall’altra parte del mondo, hai comunque accesso a queste informazioni. Non è importante dove sei, ma quello che puoi vedere. È importante portare la gente al centro di queste conversazioni, aprirsi a un nuovo pubblico.




 

Il duo americano Snarkitecture è formato da Alex Mustonen e Daniel Arsham, due "archi-artisti" le cui installazioni, principalmente di colore bianco, mixano realtà e immaginazione. Hanno esposto i loro lavori nei musei più importanti al mondo e collaborato con diversi brand di moda internazionali, come Valextra, per cui hanno realizzato il makeover annuale della boutique di Milano nel 2017. www.snarkitecture.com