JOHN PAWSON

 

L’iconica boutique Valextra di Milano ha già attraversato molteplici reinvenzioni estetiche, in parallelo con l’evoluzione creativa dell’azienda. Tradizionalmente, ogni anno il brand affida lo store a un architetto o designer, mescolando la pelletteria di lusso, con il mondo di design, arte e architettura. Ogni voce che si è unita alla storia di Valextra ha contribuito all’evoluzione del brand, rafforzandone l’eredità artistica. Gli ultimi quattro anni hanno rappresentato un significativo percorso estetico attraverso interventi concettuali sullo spazio, e ogni progetto ha svelato un momento diverso della crescita del marchio.

 

 

Il più recente capitolo di questa storia creativa è una somma di queste esperienze, e un ritorno all’originale purezza di Valextra: dopo una serie di esperimenti estetici, l’apice creativo è rappresentato da una nuova e più completa visione dello spazio. L’azienda ha lavorato a stretto contatto con John Pawson ad un’interpretazione pensata per il lungo termine, abbinando l’eleganza pulita e il lusso minimale del brand con la filosofia spaziale di Pawson. Scegliendo di collaborare con uno dei massimi pilastri dell’architettura contemporanea, Valextra associa la sua storia alla filosofia progettuale dell’architetto, unendo il suo patrimonio creativo al formalismo inconfondibile dell’opera di Pawson. Questo intervento nello spazio diventa una tela bianca che servirà sia da sfondo per i prodotti di Valextra, che come galleria per una serie di mostre d’arte future.

 

 

Lo spazio appare rigoroso, monumentale: è un progetto architettonico puro, omnicomprensivo, che ridefinisce completamente l’uso degli interni. Il lavoro dell’architetto non è un semplice contenitore per il prodotto, o un’installazione che contribuisce ad una narrativa estetica, ma una visione totale, che espande l’esperienza dello spazio ridefinendolo in scala. Questa semplicità monastica è il risultato di un interno quasi museale, reso solenne dall’uso sobrio di luce e colore.