Valextra incontra Martina Lucatelli

La Set Designer milanese racconta il suo progetto creativo con Valextra.

Cogliendo appieno l'intrinseca sinergia di Valextra con Milano e la sua iconica eredità in fatto di design, la celebre designer di allestimenti Martina Lucatelli è la collaboratrice perfetta per Valextra. In vista dell’installazione per la serie Valextra 24/7, le abbiamo chiesto quali sono le sue influenze, il suo processo e quale fra le nostre icone la rispecchia di più.

 

Valextra: Buongiorno Martina! Cosa ti ha portata a intraprendere la carriera nel mondo dell’interior design?

 

Martina Lucatelli: È successo per caso. Conobbi una persona che mi introdusse nel mondo dell'editoria per un magazine sul design, tutto è nato da lì.

 

V: Come descriveresti la tua estetica e cosa la influenza?

 

ML: Sono sempre molto attratta da oggetti nuovi, designer, artisti e ambienti di interni che non conosco, per cui il mio gusto è in continua evoluzione, anche se propendo per un tipo di estetica pulita, senza troppe decorazioni. Mi influenza ogni cosa, dall'arte al paesaggio, ai viaggi, alle persone che incontro nella mia vita. Se dovessi dire un nome fra i tanti, direi Andrée Putman; il suo lavoro e il suo punto di vista sono per me fonte di grande ispirazione. 


V: Quali sono le competenze e le caratteristiche fondamentali per un Set Designer?

 

ML: Direi la curiosità prima di tutto.

 

V: Quali sono gli aspetti fondamentali da considerare quando si affronta un progetto come Valextra 24/7?

 

ML: Valextra è un marchio strettamente legato al mondo del design, per cui pone un'attenzione molto alta e accurata nella scelta degli elementi in tutti gli ambienti. Ho cercato di descrivere momenti diversi, divertenti ma sempre legati alla bellezza, creando una continua reciprocità.

 

V: Come hai deciso quali elementi iconici di design scegliere per ogni scenario Valextra 24/7?

 

ML: Innanzitutto siamo partiti dal concetto, poi abbiamo selezionato gli oggetti. Il prodotto giusto per l'idea che hai in mente poi arriva sempre.



V: Qual è l’icona Valextra che più ti rispecchia? 

 

ML: Amo molto la Tric Trac, perché si autodefinisce; è razionale ma versatile e ironica allo stesso tempo, iconica e unisex. Per cui sì, direi che è il capolavoro Valextra che mi identifica maggiormente.

 

V: Sui progetti che realizzi, in che misura sono presenti i tuoi personali codici stilistici?

 

ML: Naturalmente il mio modo di essere si riflette in qualche modo nei progetti. Si tratta sempre di trovare un equilibrio stilistico tra il Brand e la mia visione. 


V:  Che differenze ci sono tra il creare il qualcosa di effimero e un’installazione permanente?

 

ML: Non esiste nulla di eterno, nemmeno in una installazione permanente. Viviamo tutti di percezioni legate al momento presente. 


V: Come hai coniugato il tuo stile con quello di Valextra e che relazione c'è con la nostra comune città natale, Milano?


ML: Mi sono avvicinata a questo progetto in modo naturale perché Valextra è un marchio dinamico e condividiamo gli stessi pensieri. Lo associo all'architettura e al grande design milanese, sicuramente per le sue forme pulite e geometriche e per l'idea di un lusso non ostentato.

 

V: Cosa consiglieresti di vedere a un appassionato di design che vede Milano per la prima volta?

 

ML: Il Palazzo dell'Arte e il suo museo del Design

 

V: Per concludere, che ruolo ha Milano nel tuo stile e nel tuo sguardo sul design?

 

ML: A Milano ogni giorno nasce qualcosa di nuovo. Non potrei vivere da nessun’altra parte.